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Progetto Libellula | Un anno di cammino

October 17, 2018

Ieri, 16 ottobre, presso Palazzo Marino si è tenuto l’evento per celebrare un anno dalla nascita del Progetto Libellula: il primo network di aziende unite contro la violenza sulle donne e la discriminazione di genere, promosso da Zeta Service.

 

Il Comune di Milano, attraverso Beatrice Uguccioni, Vicepresidente del Consiglio Comunale, e Zeta Service hanno premiato le venti aziende coraggiose che per prime hanno aderito al progetto entrando nel network:

 

Afol Metropolitana, Assimoco, Esselunga, ESTE Cultura d’Impresa, Etro, Furla, GUT Edizioni, INGO, It@com, ItaliaOnLine, Milano Ristorazione, Nomination, Oracle, Roveda, SGS, TT Tecnosistemi, Vector, Zeta Service, Zurich.

 

 

L’evento, moderato da Valeria Ciardiello, giornalista e consulente per la comunicazione presso Fondazione Cariplo, si è aperto con l’interpretazione di una lettera in cui la “violenza” parlava in prima persona. Le parole erano forti e sono arrivate dritte al pubblico che, attraverso la voce degli attori, ha compreso forse meglio come “…una volta che colpisco a fondo, una volta che mi impossesso della vittima, della sua mente, non è così facile mandarmi via.”

 

La lettera è stata scritta da una delle collaboratrici di INGO che, insieme alla collega, a Laura Bedusi, direttore risorse umane di Etro e Federica Iadevaia, Responsabile formazione e sviluppo di Etro, si sono passate la parola sul palco raccontando le attività organizzate dal Progetto Libellula a cui hanno attivamente partecipato.

 

Una di loro, in particolare, ha raccontato come, anche attraverso il progetto, è riuscita a trovare il modo di canalizzare in modo positivo ciò che ha subito, avendo purtroppo conosciuto la violenza in prima persona e come, grazie al Progetto Libellula - anche all'interno dell’azienda - ha trovato uno spazio per reagire e per trasformare il dolore in attenzione e cura verso chi ancora si trova nel vortice.

È stata forse questa la parte più toccante della giornata ed è proprio per coprire questo ruolo che il progetto ha preso vita. Sentire che ciò accade ci ha molto emozionate.

 

Debora Moretti e Marilù Guglielmini, ideatrici del progetto, sono intervenute a raccontare l’idea dietro al progetto e gli obbiettivi che si pone:

 

“Il Progetto Libellula è nato ed è rivolto proprio alle nostre aziende, perché è lì che noi tutti trascorriamo la maggior parte del nostro tempo e siamo convinte che sia proprio l’azienda che possa e debba contribuire a diffondere al suo interno messaggi carichi di senso, di valori e di scopo. Siamo felici di essere qui oggi a consegnare un riconoscimento alle prime 20 aziende coraggiose che si sono assunte questa responsabilità, aziende che non hanno detto “No grazie, non mi riguarda” ma che hanno compreso e accolto appieno il senso del progetto.” - ha aggiunto Debora Moretti, l’altra ideatrice del Progetto Libellula.

 

“Attraverso il Progetto Libellula vogliamo parlare di educazione alla bellezza, che vogliamo portare nelle aziende. Vogliamo lavorare su tutto ciò a cui occorre dare spazio per evitare che la violenza si insinui: non parliamo del dolore o della brutalità della violenza, ma della bellezza dell’autostima, dell’accettazione di sé, del rispetto delle diversità.” - ha dichiarato Marilù Guglielmini.

 

 

Giorgia Ortu La Barbera, coordinatrice scientifica del progetto, ha presentato i dati della ricerca svolta su un campione di 3149 questionari anonimi raccolti tra i dipendenti delle aziende aderenti al network prima di intraprendere concretamente il percorso del progetto. Dati che saranno raccolti e pubblicati in un ebook con la ricerca completa.

 

Elisa Visconti, Responsabile del Dipartimento Programmi di ActionAid è salita sul palco a raccontare la partnership con il Progetto Libellula.

In particolare ha spiegato “Donne Identità al lavoro”, un progetto di empowerment economico rivolto a donne che hanno subito violenza domestica.

Il progetto unisce più realtà sensibili al tema della violenza sulla donna in modo che ciascuno faccia una piccola parte per costruire un aiuto concreto a molte donne che vogliono tornare a vivere una vita serena e reinserirsi nel mondo del lavoro.

 

A fine giornata, l’augurio è quello di vedere l’entusiasmo respirato nella bellissima Sala Alessi, propagarsi in un numero sempre maggiore di aziende.

Insieme possiamo davvero contrastare la violenza sulle donne in qualunque forma essa sia declinata

 

Leggi come aderire al Progetto Libellula

 

 

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