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Violenza sulle donne: i dati emersi dalla ricerca

October 4, 2017

L’eBook della ricerca del Progetto Libellula, uscito lo scorso 21 settembre, vuole fare chiarezza su quanto e come, ad oggi, il tema della violenza sulle donne sia conosciuto e discusso nelle aziende.

 

Il Progetto Libellula, sostenuto da Zeta Service, vuole prevenire e contrastare la violenza sulle donne creando il primo network di aziende unite nel promuove una nuova sensibilità culturale che rifiuta le discriminazioni e le sopraffazioni sulla donna.

I quesiti posti ai partecipanti avevano come primo obiettivo quello di effettuare un' esplorazione generale e preliminare sul fenomeno per poi toccare aspetti legati al linguaggio e alla cultura.

 

Scaricando gratuitamente l’eBook potrete approfondire nel dettaglio tutti i quesiti posti ai partecipanti, di cui potete leggere un breve assaggio continuando la lettura del post.

 

Scarica l'eBook

 

 

 

 

Conoscenza preliminare, opinione e informazione del fenomeno

 

Il primo aspetto su cui la ricerca si è focalizzata è stato quello della conoscenza del fenomeno indagato: quali opinioni si hanno in merito? Quali sono le fonti di informazione attraverso le quali si viene a conoscenza di ciò che accade in Italia e nel mondo?

 

La quasi totalità del campione risulta interessata e con una chiara opinione sul tema.

C’è però un dato dissonante, quello relativo all'origine dell’’informazione sul tema della violenza sulle donne che appare critico in termini percentuali. Gli intervistati hanno dichiarato infatti di aver una chiara opinione sul tema seppur basata su una scarsa o inadeguata informazione. La sua criticità lascia quindi ampio margine al lavoro che il Progetto Libellula si prefigge di portare avanti.

 

Leggi tutte le aree di intervento su cui lavora il Progetto Libellula

 

Di violenza di genere se ne parla ma poco e male

 

 

Atteggiamenti e stereotipi sulla donna

 

Il Progetto Libellula ha scelto di mettere la cultura e linguaggio al centro della sua filosofia perché è convinto che la lotta alla violenza sulle donne abbia molto a che fare con credenze e parole. È attraverso queste, infatti, che si disegnano i confini fra ciò che è accettabile e ciò che non lo è, creando la nostra visione del mondo.

Durante i focus group, l’aspetto degli stereotipi è stato argomento di dibattiti e discussioni.

Sguardi quotidiani, atteggiamenti realizzati con spensieratezza e parole dette ironicamente appaiono “normali” ad alcune interlocutrici, per altre invece sono inaccettabili anche se dette “in modo scherzoso”.

È esattamente su quell'appiattimento di atteggiamenti e sulle frasi ormai di uso comune che bisogna lavorare per far riemergere con chiarezza che ammonizioni come “tu zitta”, “ guido io, tu non sei capace” non sono da sottovalutare perché racchiudono in sé tutta la forza dello stereotipo che si radicalizza autorizzando la nascita della sottomissione della donna a ruoli o azioni.

 

Carnefice e denuncia

 

Chi sono più spesso gli autori della violenza?

L’intero campione si è trovato concorde nel mettere al primo posto, tra gli autori della violenza, ex marito o ex convivente che agisce in un momento di raptus, quasi a voler giustificare la natura della violenza.

 

Un punto rilevante sul quale porre particolare attenzione è la denuncia del maltrattamento. La principale causa di omertà sulla violenza subita risulta essere il timore di ritorsioni. Si resta dunque in silenzio per la propria incolumità o quella dei propri cari.

Dal quadro che i dati restituiscono si coglie l’importanza e l’urgenza di lavorare affinché nessuna vittima resti in silenzio. La denuncia è, infatti, il primo passo per poter essere aiutati.

 

Solo il 12% rivela di discutere il tema nel contesto lavorativo per pudore o vergogna.

 

L’indagine, nella sua parte conclusiva, ha approfondito la violenza sulle donne come tema discusso e trattato in ambito aziendale.

Ciò che è emerso è l’utilità di attivare convenzioni con servizi specialistici di consulenza per le donne interessate. Sono stati richiesti, inoltre, corsi di difesa per le donne, interventi di educazione alle differenze e contrasto agli stereotipi per dipendenti e figli.

Molto spesso, anche nelle risposte aperte, si è puntato l’accento sull'attenzione alle nuove generazioni per un intervento culturale preventivo.

Il Progetto Libellula si è quindi attivato per sviluppare un programma dove fossero incluse le risposte ai bisogni emersi. Contattaci per conoscerlo nel dettaglio.

 

 

 

 

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